venerdì 22 aprile 2011

Precariato

Ormai non deve più andare dalla parrucchiera per, svegliandoti dal torpore dei pensieri conciliato dal calore del casco, ritrovarti asserragliata da un gruppetto di donne che discutono di massimi sistemi della vita con la testa ricoperta da improbabili cartine argentate effetto Bacio Perugina, ora le discussioni  pseudo politico-socio-culturali ti inseguono dal panettiere, ti assalgono mentre fai la fila alle poste, ti assediano tra i bancali del supermercato o davanti al banco del pesce,  quindi potrei cimentarmi anche io in qualche considerazione di libera interpretaziane di un fenomeno già fin troppo analizzato, il precariato.
Purtroppo viviamo in un momento storico talmente compromesso a livello economico e sociale che parlare di precariato solo in ambito lavorativo equivarrebbe a sminuire il fenomeno.

Con il termine precariato si intende l'insieme dei soggetti che vivono una condizione lavorativa che rileva, contemporaneamente, due fattori di insicurezza:


1.mancanza di continuità del rapporto di lavoro e certezza sul futuro


2.mancanza di un reddito adeguato su cui poter contare per pianificare la propria vita presente e futura.

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Ormai vige un precariato sentimentale, un precariato matrimoniale.
Se analiziamo la realtà familiare contemporanea ci possiamo facilmente rendere conto di quanto sia facile fare un raffronto tra il mondo del lavoro e quello delle coppie.
La mancanza di continuità del rapporto di lavoro è paragonabile alla mancanza di aspettative serie e di certezze che contaminano la vita di coppia, già in partenza si evitano investimenti, quante volte ho sentito la frase, "Ci sposiamo, speriamo vada tutto bene, ormai le separazioni costano"
Ma perchè cavolo ti sposi allora??!! Non ci deve essere la speranza, ci deve essere la certezza che vada tutto bene, almeno prima del matrimonio, altrimenti  meglio a cambiare progetto...
Manca un reddito sentimentale e umano su cui costruire la propria vita, il proprio futuro, nessuno è disposto a correre il rischio reale di passare tutta la vita con la persona che ha a fianco...
Io credo, e lo dico dal basso della mia esperienza, che non esista il principe azzurro, o la Cenerentola di ruolo, la persona "giusta" in partenza, esiste la persona che con l'amore, la dedizione, la santa pazienza quoitidiana, diventa la PERSONA GIUSTA. Nessuno che può assicurare che l'uomo o la donna che sposerai sia nell'insalata globale quella fatti su misura  per te, sei tu che la adatti, che TI adatti, che imbastisci la vita a due per farla diventare tali. E nessuno può assicurare non ci saranno crisi, dolori, disspori, litigate, silenzi, urla, lacrime, ma questo è da tenere in conto, è la vita, qualsiasi rapporto, anche tra madre e figlio, subisce scossoni e assestamenti, eppure la diade materna è ciò che di più naturale e cristallino esista, una madre ti porta in grembo, o ti aspetta, ti desidera, ti sente crescere in lei e ti aiuta a crescere, ti partorisce,ti allatta, ti stimola e ti sprona, eppure quante parole, quanti errori... E' la nostra condizione, quella di sbagliare, cadere, farci male, e rialzarci....

Quando un amica che aspettava un bimbo mi disse "Adesso facciamo nascere il bambino, conviviamo per un po' poi vediamo come va..."

"Il patto di prova è disciplinato dall'art. 2096 del Codice Civile, ed è un patto con il quale le parti di un contratto di lavoro subordinato si impegnano ad un periodo sperimentale di lavoro al fine di consentire una miglior valutazione riguardo alla convenienza reciproca di un eventuale rapporto di lavoro definitivo."

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera

Non assomiglia alla descrizione di queste convivenze del "vediamo come va"
Perchè chiediamo a gran voce al mondo del lavoro di investire a "tempo indeterminato" su di noi, quando noi stessi non siamo capaci di farlo neppure nella semplicità dell'amore?

E adesso che vi ho tediato abbastanza.... BUONA SANTA PASQUA
 

martedì 12 aprile 2011

Io, mammata e tu

Ore sette e trenta di una domenica mattina come tante, sole strepitoso fuori dalla finestra, ma tu vorresti essere messa sottovuoto in una camera oscura per qualche ora ancora, invece una vocina ancora impastata di sonno ti richiama amorevolmente ai doveri materni di accudimento, Nannolo che sbraita piacevolmente "GIU'!!!!"
Da bravo maschietto ha imparato poche parole ma direi abbastanza significative, GNAMMI, da usare in caso di fame, JUJA, sempre se sono al telefono con Baf, CSHHH (che da trascrivere è complessa essendo onomatopeicamente scialacquante) in caso di sete e la parola viene ripetuta ininterrotamente, con tanto di bava cascante, fino a che qualcuno non provveda a soddisfare il suo bisogno, poi le classiche MAMMA e PAPA', assolutamente intercambiabili e utili per attirare l'atttenzione di chiunque torni utile al pupattolo, a questo scopo vale anche il suo strascicato CIAO, da usare davanti a sconosciuti avventori nei negozi...
Ma GIU' rimane la sua preferita, è la prima parola pronunciata al mattino, ancora con gli occhi chiusi, e l'ultima prima di crollare nel sonno la sera, ripetuta questa volta accompagnandola con urla, strilli e strepitii...
Non c'è nulla da dire, Nannoloè il tipico bambinno rompi cocotes, di quelli che al mare, in vacanza, si svegliano all'alba e cercano di buttare giù dalle brande l'intera famiglia per andare in spiaggia, e che arrivati, non contenti iniziano con la tiritera alla mamma : "Posso andare in acqua?" "Mamma, vado a fare il bagno?" "Quanto manca???" "Allora è calda l'acqua del mare adesso?"
Credo che in questo assomiglierà parecchio a qualcuno.... anche se dalla mia io avevo la giustificazione di una mamma un po' fissatella, poverina, non su tutto, per niente apprensiva, direi un ottimo esempio di specie mammiferus italianicus tipicus ma con alcune fissazioni tutte sue... Il bagno al mare si poteva fare solo dopo tre ore dalla colazione, indipendentemente dal fatto se la colazione l'avevi fatta o no, quindi il count down partiva all'arrivo in spiaggia, ore nove, più tre ore, il bagno si faceva alle dodici, anche se poi alle dodici e quindici ci si preparava per tornare per il pranzo.... Naturalmente se il mare era mosso, se era coperto il cielo o altro il divertimento saltava!!!
Altra regola di Mummy, non si beve dopo aver bevuto latte, mangiato gelato o melone o anguria... Lo so non ha alcun fondamento scientifico ma è riuscita a condizionare la vita di noi tre fratelli anche dopo l'avvento della maturità e la scoperta di meccanismi che smontavano i dictat materni....
Niente grosse coppe di gelato la sera, sono pesanti e non fanno riposare, quando tutti si affogavano in enorni vasche di gelato dopo il passeggio serale, noi coppetta piccola, gusti leggeri....
Altre regole non sto ad elencarle ma il meccanismo psicologico era simile, non vi dico di non farlo, vi dico che se lo fate state male, meccanismo subdolo che ti porti dietro vita natural durante...

MAMMA TI ADORO!!!!!!!!!!!!!!!!!

domenica 10 aprile 2011

Zuppa varia

Una grattata di Nannolo, una mezza Cipolla tritata finemente e per completare la super zuppa mancava il "terzo ingrediente", una dadolata di Melanzana....
Eh già, è in arrivo il terzo elemento di questa piccola carovana multisensoriale e plurilingue....
Ho aspettato un po' a rendere pubblica la notizia per la marea di commenti spiacevoli che ho ricevuto le poche volte che mi sono confidata, qualcuna mi ha chiesto se fossi proprio sicura di volere questo terzo bambino..... "Ma non so" ho risposto "Ma tanto ho ancora sei mesi, giorno più, giorno meno, per pensarci bene, nel caso chiedo se è possibile il rimborso...."
Qualcuno mi ha chiesto, visto che amo così tanto i bambini, perchè non ho fatto la maestra d'asilo o l'educatrice... Mi piacciono i bambini, ma fare la mamma non comporta un amore più o meno grande per quei piccoli fagottini di tenerezza, anche perchè si trasformano velocemente in minuscole macchine crea disastri, aggeggi atti a distruggere qualsiasi ogetto costoso o bello della propria mamma, in strumenti macchia abiti soprattutto i più cari nel guardaroba materno... Io amo i bambini, ma amo molto di più mio marito... sarà per questo che coccola dopo coccola stiamo creando una famiglia disastrata, rumorosa, spesso,tra un bagnetto e l'altro pure un po' lercia, ma una famiglia, la mia, la nostra che reputo speciale...
Ma il premio per il commento del secolo va a chi, con tanta delicatezza, guardandomi con pena, mi ha chiesto "Ma suo marito è mormone?".... E certo, altrimenti un cattolico, un ateo, un mussulmano si sarebbe già fermato... e poi parliamo di apertura alla vita....
Ma desiderare una famiglia numerosa è una malattia, avere dei valori che vanno al di sopra della vacanza in Sardegna o della macchina da trentamila euro è un danno per la società???

Ieri in un momento di estasi divina, in Chiesa, appena dopo la comunione, Nannolo urlava, Cipolla, dopo aver tentato di afferare l'ostia, voleva salire in spalla a Uky, il passeggino che si stava ribaltando facendo scappare il palloncino a forma di coccinella che avevamo incastrato sul fondo, io, che presa da un attacco di sciatalgia mi stavo ripiegando su me stessa, ho lanciato uno sguardo verso l'altare della Madonnina, quasi cercando il suo sguardo, e chiedendo scusa per le imprecazioni che stavo immaginando, le ho detto "Certo siamo dei casinisti, siamo rumorosi e tanto spacca tranquillità, spesso roviniamo qualche piano,ma ci vogliamo bene, pigliaci così, se puoi....."

sabato 2 aprile 2011

Misteri coniugali

Durante un momento magico quanto raro, di chiacchere tra donne, luogo, il bagno, per creare quella privacy che tra figliuoli e mariti nei paraggi è difficile da raggiungere,  io che cercavo di sfumare un ombretto grigio fumo di Parigi sulle palpebre di Bafetto che da seduta sul bordo del bidet, tenendo un occhio chiuso e e uno aperto per sbirciare l'effetto make up riusciva con la seria abilità oratoria che solo una donna riesce a mantenere trattando argomenti che spaziano dalla ceretta alle gambe, a una qualche ricetta light o la descrizione minuziosa dell'ultima conversazione con la suocera ad un certo punto, guardandosi intorno dice: "ma questo bagno lo usi solo tu????"
Effettivamente la stanza è invasa solo da prodotti femminili, decine di bottigliette di profumo intervallate da vasetti di creme antirughe, contorno occhi, e sieri dai fantomatici effetti, fanno bella mostra di loro su le mensole del bagno, cestini straripanti di pennelli e rossetti, vasi stracolmi di lucidalabbra o mascara colorati, senza parlare della piccola cassettiera di vimini adibita a comodo beauty case versione casalinga, primo cassetto le decine di ombretti, secondo cassetto ciprie, fard e terre, edal terzo in giù rasoi, creme, smalti e occorrente per la manicure, ultimo cassetto, assorbenti.... Nulla che lasci trasparire una qualsiasi idea di presenza maschile.
Eppure quando appena sposati avevo allestito il bagno,  sulla mensola facevano bella mostra di loro gel da rasatura, deodoranti dai pesanti odori maschi, ma colpassare dei mesi questi segni inconfutabili della presenza  di un marito sono lentamente scomparsi sul fondo di qualche cassetto, sono stati esiliati nel bagno dei bambini o sono finiti in qualche meandro nascosto del bagno, uno di quei triangoli delle Bermuda dove svaniscono i calzini o dove vengono inghiottite le federe.
Stesso problema per i pigiami di Uky, la lavatrice in casa nostra va quasi di più del forno in una panetteria, eppure, senza avere un metodo scientifico nel caricare il cestello, motivo per il quale spesso le magliette bianche di Kuky prendono una leggera sfumatura di rosa cipria antico, i suoi pigiami non vengono mai lavati ma finiscono automaticamente e sistematicamente sul fondo dei cesti della biancheria sporca....
E Uky snocciolando una qualche teoria psicoanalitica spiega il tutto dicendo che mi dimentico di lui....
No, è solo un mistero misterioso tipici del matrimonio.....