Purtroppo viviamo in un momento storico talmente compromesso a livello economico e sociale che parlare di precariato solo in ambito lavorativo equivarrebbe a sminuire il fenomeno.
Con il termine precariato si intende l'insieme dei soggetti che vivono una condizione lavorativa che rileva, contemporaneamente, due fattori di insicurezza:
1.mancanza di continuità del rapporto di lavoro e certezza sul futuro
2.mancanza di un reddito adeguato su cui poter contare per pianificare la propria vita presente e futura.
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ormai vige un precariato sentimentale, un precariato matrimoniale.
Se analiziamo la realtà familiare contemporanea ci possiamo facilmente rendere conto di quanto sia facile fare un raffronto tra il mondo del lavoro e quello delle coppie.
La mancanza di continuità del rapporto di lavoro è paragonabile alla mancanza di aspettative serie e di certezze che contaminano la vita di coppia, già in partenza si evitano investimenti, quante volte ho sentito la frase, "Ci sposiamo, speriamo vada tutto bene, ormai le separazioni costano"
Ma perchè cavolo ti sposi allora??!! Non ci deve essere la speranza, ci deve essere la certezza che vada tutto bene, almeno prima del matrimonio, altrimenti meglio a cambiare progetto...
Manca un reddito sentimentale e umano su cui costruire la propria vita, il proprio futuro, nessuno è disposto a correre il rischio reale di passare tutta la vita con la persona che ha a fianco...
Io credo, e lo dico dal basso della mia esperienza, che non esista il principe azzurro, o la Cenerentola di ruolo, la persona "giusta" in partenza, esiste la persona che con l'amore, la dedizione, la santa pazienza quoitidiana, diventa la PERSONA GIUSTA. Nessuno che può assicurare che l'uomo o la donna che sposerai sia nell'insalata globale quella fatti su misura per te, sei tu che la adatti, che TI adatti, che imbastisci la vita a due per farla diventare tali. E nessuno può assicurare non ci saranno crisi, dolori, disspori, litigate, silenzi, urla, lacrime, ma questo è da tenere in conto, è la vita, qualsiasi rapporto, anche tra madre e figlio, subisce scossoni e assestamenti, eppure la diade materna è ciò che di più naturale e cristallino esista, una madre ti porta in grembo, o ti aspetta, ti desidera, ti sente crescere in lei e ti aiuta a crescere, ti partorisce,ti allatta, ti stimola e ti sprona, eppure quante parole, quanti errori... E' la nostra condizione, quella di sbagliare, cadere, farci male, e rialzarci....
Quando un amica che aspettava un bimbo mi disse "Adesso facciamo nascere il bambino, conviviamo per un po' poi vediamo come va..."
"Il patto di prova è disciplinato dall'art. 2096 del Codice Civile, ed è un patto con il quale le parti di un contratto di lavoro subordinato si impegnano ad un periodo sperimentale di lavoro al fine di consentire una miglior valutazione riguardo alla convenienza reciproca di un eventuale rapporto di lavoro definitivo."
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera
Non assomiglia alla descrizione di queste convivenze del "vediamo come va"
Perchè chiediamo a gran voce al mondo del lavoro di investire a "tempo indeterminato" su di noi, quando noi stessi non siamo capaci di farlo neppure nella semplicità dell'amore?
E adesso che vi ho tediato abbastanza.... BUONA SANTA PASQUA