martedì 25 marzo 2014

La primavera è arrivata....

La primavera finalmente è arrivata, e con lei si è schiuso il nostro bellissimo bocciolo.....
Cipolla, Nannolo e Ultimo sono stra felici di urlare..... E' NATA LA NOSTRA CLOTILDE!!!!
Mamma e papà Uky partecipano alla loro gioia.... ora siete terribilmente in superiorità numerica.... ma ricordate che Noi siamo più vecchi....










Anne Geddes
www.annegeddes.com

giovedì 13 marzo 2014

Trasporto angeli....

Eravamo sulla strada per Piario quando Chiara alla mia rivelazione di aspettare Ultimo disse: "Allora dobbiamo stare attente, trasporto angeli..."
E questa frase, queste poche parole sono rimaste con me, nel mio cuore, in fondo è vero, la gravidanza ti rende speciale, sei tu con qualcosa in più, un più che va oltre te, che ti arricchisce, che ti trasforma, non c'entra con le tue piccolezze, va oltre i tuoi errori, se ne frega delle tue paure e delle tue debolezze, è amore, amore puro, che cresce in te, con te, per te, che ti da la forza che non avevi, che ti fa piangere e sorridere, che ti da la consapevolezza, la certezza assoluta, tangibile che l'amore esiste, lo puoi toccare, puoi accarezzare l'amore di tuo marito, puoi tastare l'amore del Signore, è lì, dentro te, e tu sei un po' quell'addetta rotondetta al trasporto angeli....


Sono già passate trentotto settimane, e le mamme sanno cosa vuol dire, che manca ormai pochissimo al termine, trentotto settimane volate, trentotto settimane da quel momento surreale in cui su quella finestrella dell'ennesimo stick, seduta sul tappetino del bagno attendi e così, senza preavviso si colora la seconda lineetta, prima leggera, e quasi ti sembra un riflesso, una proiezione delle tue aspettative, poi diventa una realtà, sempre più marcata, sempre più presente, c'è, il cuore balza in gola, e non importa più nulla, non importa se è il tuo quarto test positivo, non ci si abitua alla sorpresa, profonda, folgorante, della vita.... sei una mamma, lo sei già, lo sei da subito, in barba a chi dice il contrario.


Sono già passate trentotto settimane, la borsa è pronta per la partenza, ci sono le mie camicie da notte, lo shampoo secco, le tutine profumate di fresco per lei e un bagaglio al seguito di paure, ansie, aspettative, sogni e incubi....
Avrò nostalgia di questa mia panciotta ingombrante, che si muove, sussulta con il suo singhiozzo, acquista forme strane, si allunga e si tira, è alta, è bassa, è morbida è dura, segue il suo piedino quando stira la gambina, è una parte di te che ha vita propria, la sua.... quella pancia che attira sguardi, e carezze, quella pancia che a volte ti protegge, quella pancia che ti avvolge...
Mi mancheranno le ecografie, quando si svela quel profilo, perfetto, quel nasino minuscolo appena sopra quelle labbra che ciucciottano, il cuoricino al galoppo, quel filo di perle bianche sullo sfondo nero, la sua schiena, l'emozione, sempre nuova, sempre tanta....gli occhi lucidi di Uky, le domande curiose di Cipolla, le manine di Ultimo, le occhiate storte di Nannolo, mi mancheranno....
Ma poi la nostalgia cede il passo alla curiosità, alla voglia di conoscerla, di abbracciarla, di tenerla finalmente in braccio, di vederla in braccio a Uky, di scoprire il colore dei suoi occhi, dei suoi capelli, sarà lunga, sarà mora, il taglio degli occhi, il temperamento, il carattere, cosa diranno i fratellini.... mille pensieri che servo a superare anche la paura del dolore, la paura dell'ignoto, di quel salto nel buio che è qualsiasi evento importante della nostra vita, parto compreso, quel momento che ti lascia nuda, fragile, in balia degli altri, in balia della natura, senza il controllo di te, tutte le tue fibre rispondono all'istinto e alla fisiologia, e allora capisci perché tutto è così religiosamente magico....
Un'ostetrica  una volta disse che ci può abituare a tutto ma non al pensiero che nell'esatto momento in cui un bambino nasce non potrà più tornare indietro, non potrà più tornare nel grembo della mamma, avrà già iniziato il suo percorso....
E quindi, mettiamoci comodi, tranquilli, respiriamo, buttiamo fuori ansie e stress e prepariamoci al salto nostro e all'inizio di quel percorso insieme che sarà la vita del mio angelo, della nostra piccola Clotilde Liana Francesca, della sua vita con noi, con questa banda di matti che già non vede l'ora di spappucchiarla....


Sacra Famiglia con angeli


 Sacra Famiglia con angeli , Parmigianino, 1524 , olio su tavola, Museo del Prado, Madrid
Fonte immagine: Wikipedia.org

domenica 2 marzo 2014

Ciuffo pink....

Mi sono occorsi, sei anni di matrimonio, un marito,  tre figli, quattro gravidanze, tre parti, non so quanti chili di ormoni e quant'altro per arrivare alla veneranda età di trentadue anni e trasformarmi in Mirko dei Bee Hive... chi se li ricorda mentre cantavano Freeway e Baby I love you a Licia e alle loro fans in Kiss me kiss me Licia?
Bionda platino e ciuffo fucsia, non do assolutamente l'immagine della mamma seria e posata che sta per accogliere il quarto figlio, ma ho chiesto alla mia parrucchiera di colorare solo una ciocca laterale in modo da non destare subito ilarità al mio ingresso in sala parto, a quello ci penso dopo. Do più l'impressione dell'adolescente fulminata o della signora in menopausa con la tempesta ormonale nel cervello, ma fortunatamente Uky non ha chiesto l'annullamento, non ha chiamato la Neuro e non mi ha tolto le chiavi di casa, anzi è stato molto comprensivo, troppo forse.... in questi ultimi giorni devo essere pericolosamente in bilico tra euforia e malinconia, credo di fare abbastanza paura e creare quello sconcerto in casa da far camminare tutti sulle uova, anche Ultimo ha imparato a spogliarsi da solo, ieri si è fatto la ola urlando "PIP PIP URRA" dopo essere riuscito a infilare autonomamente i pantaloni del pigiama.... queste sono quelle immagini che rendono contemporaneamente orgogliosa e in colpa una mamma, l'orgoglio di averlo fatto tu e il  senso di colpa per aver perso colpi nell'accudimento totalitario da buona mamma chioccia, ma lui è così, intraprendente, indipendente e testa di pietra.... chissà la quarta....????
Ci sono dei momenti, piccoli, sporadici, nei quali mi fermo a pensare, ma chi me lo ha fatto fare, tre non erano già un bel numero? Ma poi li guardo mentre giocano o chiaccherano sorridenti e i dubbi si volatilizzano, nessun perché, solo certezze, per prima quella  che fare la mamma è il lavoro più faticoso, mal retribuito e stupendo ci sia al mondo, che non potrei fare altro e che fortunatamente mi sono scelta uno tra gli uomini più pazienti dell'universo conosciuto, nonché compagno ideale nella divertente e stuzzicante nostra vita familiare, bisogna essere fortunati in qualcosa... e come disse qualcuno... "io lo fui..."