mercoledì 6 luglio 2011

Pedalando tra i papaveri, al tramonto....

Quando diventi madre impari a scovare in ogni bancarella, dietro ad ogni bancale del supermercato, sul fondo di ogni cesta di ultime occasioni, sul ripiano più basso di uno scaffale in qualche sperduta libreria, edizioni di manuali di ogni genere, da come comprtarti durante lo svezzamento, a come ricamare il  nome del pargolo al punto croce senza aver mai preso un ago tra le mani, da come proteggere il cucciolo dalle zanzare a come ritrovare la linea perduta in gravidanza in pochi anni.
 Non so cosa ci spinge in questi acquisti compulsivi, come non so cosa ci spinge a stare sveglie fino alle tre di notte davanti a google per trovare e leggere tutto l'internet-scibile su pappe e pannolini.
 Do la colpa alla curiosità di noi donne, a questa foga di voler sapere tutto, di essere pronte a tutto, compreso ritrovarsi a vedere filmati di ogni genere sul parto pur avendone provati già due sulle proprie pelvi....
Siamo noi donne, che una volta diventate mamme accentuiamo quelle fobie femminili e le riversiamo nelle telefonate di ore all'amica parlando del colore del muco del bimbo, e prima parlavamo di ben altre tonalità di giallo e verde, le riversiamo nelle ore al pc o nei pochi minuti di lettura che riusciamo a ritagliarci.
Dal canto mio, di fianco al letto, sul comodino ho l'ultimo libro di una tata famosa, sottotitolo accattivante, "Come crescere bimbi felici". Come se non fosse l'obbiettivo di ogni madre????
Eppure leggendo tutti i consigli di psicologi e psicoeducatori e teorici e tecnici e esperti di ogni genere, la strada indicata è sempre la stessa, a parte rari esempi di consigli educativi più adatti ad un gulag che ad una casa, i figli devono essere ascoltati ogni istante, devi assecondare i loro bisogni e le loro necessità, stare a i loro tempi e dimenticare i tuoi.
Praticamente un corso di mammologia per crescere figli UNICI felici, che tiranneggiano tempi e vite di mamme con tanto di cameriera e cuoca e guardarobiera al seguito, di papà che passano la loro giornata a lavorare ma senza essere mai stanchi, di nonni onnipresenti e sempre in forma che non hanno nessun tipo di problema se non quello di scegliere l'adesivo giusto per la dentiera.
Peccato che nella vita reale i bambini spesso, anche se ora sempre più raramente, hanno fratellini o sorelline, le mamme oltre ai pargoli devono occuparsi di casa, lavoro, assemblare quello che scovano nel frigo per proporre pranzi e cene, pulire pavimenti e bagni senza l'aiuto di geni calvi che cancellano gli aloni, e continuare a essere moglie e compagne per il restante cinquanta percento della coppia (ma questo è un altra storia), che i papà spesso sono stressati e stanchi e magari non riescono a tornare a casa in tempo per la gita in bici tra i campi di papaveri al tramonto e i nonni,bhè loro magari hanno una vita....loro....
Cari editori, cominciate a pubblicare realtà e smettiamola con le utopie del ferro nella dieta, certo il ferro è importante ma più importante è che un uomo felice era un bimbo felice   cresciuto dove qualcuno gli ha insegnato ad entrare a far parte della vita di altri e non a pensare di essre la vita di altri...

sabato 2 luglio 2011

Mamme

I miei bimbi sono ancora piccoli, e qualcuno mi diceva sempre "Figli piccoli problemi piccoli, figli grandi problemi grandi" tutto in proporzione. Ogni tanto sono esausta, spesso mi lamento di non farcela, di non poterne più, ma poi la notte porta consiglio e riposo e la mattina le pile sono cariche per una nuova giornata di scoperte, una giornata accanto a loro che sicuramente ti risucchiano ogni energia vitale ma che con un sorriso ti ripagano della fatica e del malumore che si impossessa della tua vitalità.
I capricci, i "no", i piccoli disastri inconsapevoli fanno vacillare la pazienza, ma poi li guardi in quegli occhi limpidi, senza malizie, in quei gesti d'amore gratuiti e spontanei, senza dietrologie come quelli di noi adulti e come puoi continuare ad arrabbiarti.
A volte vorrei imparare l'arte del bonsai per tenermeli così per sempre, ma poi mi ricordo che sono doni, doni che il Signore ci manda per poi lasciarli andare e segiure la strada che Lui ha pensato per loro, e per quanto a volte certe strade sono incomprensibili ad una mamma, bisogna affidarli all'altra mamma, la mamma di tutti noi, la mamma che c'è  sempre, la mamma che non ti abbandona mai, quella che non ha paura quando le volti le spalle per egoismo, la mamma che non si offende se le dici parole pesanti e immeritate, la mamma che è stata capace di guardare un figlio cadere e soffrire e morire nel dolore, piangendo lacrime calde, ma sapendo che era il disegno del suo Papà.
Chissà se saprò essere mamma anche io, per ora come balia sono un disastro  ma spero che quando dovrò iniziare a seguire in silenzio Qualcuno mi dovrà dare una spinta e mettere una mano sulla bocca.....