mercoledì 28 marzo 2012

Sostituendo una mamma.......

Ok, continuo a sentir parlare di come conciliare famiglia e lavoro, consigli strategici per imbastire tavole e pranzetti con pochi euro e niente nel frigo, anche perchè trovare tempo per fare una spesa decente diventa problematico, come usare al meglio, e risparmiando, lavatrice e asciugatrice, e ringrazio di essere tra le fortunate mamme a possederne una, tutti pronti a insegnarci come lavare i pavimenti, giocando coi bambini, mentre arrotoli i bigodini sulle due ciocche di capelli superstiti dalla caduta post allattamento, come truccarci in poche mosse prima di uscire di casa all'alba per "scaraventare" i bimbi alla maternae catapultarti con quel che rimane dei tuoi neuroni sul posto di lavoro...
Ma io sono arrabbiatissima, perchè devo conciliare? Perchè non posso scegliere cio' che sento giusto per me, ma soprattutto per i miei bambini? Perchè devo imparare ad usare Twitter come strumento per educare i miei figli? Perchè devo essere costretta a cercare qualcuno che mi sostituisca nell'unico ruolo che sento mio, cioè quello di madre? Perchè devo pensare a come tirarmi il latte per dare la merenda al mio piccolo Ultimo? Perchè? Non voglio iniziare a considerare la scuola un parcheggio, non voglio diventare una mamma che accende la tele per poter fare le faccende di casa, che pur vanno fatte, e dimentica come è il sorriso dei suoi bambini.
Sono piena di amarezza perchè mi rendo conto che per quanto uno non voglia rimane imbrigliato comunque nei calcoli matematici del tempo, che la solitudine è la prima compagna delle mamme di oggi, che il senso di colpa diventerà un manuale educativo per tutte e che il mal di testa ci terrà compagnia ancora a lungo....
Sono amareggiata, stanca e sconsolata, so che tutto si sistemerà ma devo chiedere scusa al Signore per la mia poca fede, non riesco a vedere una soluzione e me la prendo con Lui... sicuramente il Suo progetto è grande, ma io mi sento piccola.....

lunedì 12 marzo 2012

Sospesi....

Il nostro germone ha traslocato di nuovo, ora fa un po' di compagnia a Ultimo, Cipolla ne è uscita due giorni  e neanche il tempo di far raffreddare l'aereosol che già ci rimettiamo in pista....
Ogni bambino malato ha il suo modo di stare male, Cipolla è come al solito, solo più obbediente, il che non è male, lei stoicamente e femminilmente non si lamenta, ti accorgi della febbre solo misurandola, Nannolo lo vedi da lontano, occhi lucidi, guance paonazze, naso gocciolante che cammina ciondoloni e si addormenta sul tappeto, ma con la prima dose di antipiretico ricomincia a far danni... Ultimo è come me, mai febbre alta, un po' rognosetto e sfigatello... stamattina ha la faccia di Rocky Balboa dopo un'incontro all'ultimo pugno, occhi pesti, e sorriso ebete...
Ma queste piccole cose mi fanno solo sorridere, certo da mamma chioccia, quando il termometro segna temperature "troppo" alte, dimentico di essere un infermiera in pausa e divento la comare Bertolina, ma un po' di panico iniziale direi che ci sta, poi ripenso ai primi nove mesi di Nannolo e mi prende un nodo nel petto.
Quando durante una delle ultime ecografie di controllo , la ginecologa si soffermò più a lungo sui reni del mio piccolo terremoto non feci caso subito a quello che disse, è come se nulla di male potesse succedere finchè stava con me, non lo avevamo ancora conosciuto e già sapevamo che non sarebbe stato tutto semplice e "normale", però speri sempre in un piccolo errore di valutazione, la medicina non è sempre una scienza esatta e i miracoli possono sempre aiutare....
Poi le prime febbri, la paura, gli antibiotici, tutti i giorni, la nostra routine che si interrompeva per le corse al pronto soccorso, poi quel viaggio in ambulanza verso Milano,  quella volta tutto aveva un colore, un odore diverso, gli ospedali sapevano di disinfettante, non avevano più quel profumo di quotidiano e di casa, puzzavano, vedere tutti quei bimbi, e la domanda che continuava a rimbalzare nel cuore "Perchè proprio a loro? Perchè la sofferenza a chi non ha ancora provato la felicità?"
E gli occhi tristi delle mamme, quelli proccupati dei papà, le pediatrie, le patologie neonatali, i reparti di terapia intensiva neonatale, sono tutti uguali, sembra di stare in un altro pianeta, in una dimensione assurda, dove tutti vivono col fiato sosopeso, dove un sorriso diventa un raggio di sole, dove una carezza è calda e tenera come un soffio di vento in primavera, dove le vite dei grandi sono sospese in un limbo, fuori la vita corre sui binari della normalità, lì tutto è scandito dal gocciolamento dei farmaci delle flebo, dalle visite, dagli esami, il giorno e la notte diventano tuttuno, tu sei un tuttuno con lui, da quando lo hai accarezzato la prima volta tutto è diverso, è come se il cordone ombelicale non fosse stato tagliato, non sai più dove finisci tu e dove inizia lui....
Addormentarsi abbracciati, come in una bolla di sapone, in letti candidi e bianchi che non sanno di casa, che no hanno il profumo del tuo ammorbidente, vivere in simbiosi perfetta, il tuo respiro diventa il suo, il suo male diventa il tuo dolore sordo e muto che ti stringe il petto, che si divincola, che ti annoda le emozioni, che ti strozza i sorrisi...
Ma poi tutto finisce e torni a respirare di nuovo,di botto, è come essere investiti da un treno, finalmente la vita ritorna normale e tu, devi solo imparare di nuovo a viverla...

Grazie ai medici, agli infermieri alle ausiliarie, alle volontarie dell' ABIO, ai clown che strappavono sorrisi a mamme, nonne e bambini, grazie a chi ci ha accompagnato  fuori da questa brutta situazione, grazie a chi ha avuto la pazienza di starci vicino, grazie a chi ci abbracciava da lontano e a chi ci teneva per mano.... Grazie alla dottoressa Li Destri per averci visto lungo, grazie al dottor Vercelloni per la pazienza, la cura e l'amore che mette nel suo lavoro....
E un pensiero speciale a tutti i bimbi e le mamme conosciuti in quei mesi, una piccola preghiera è sempre per voi....

sabato 10 marzo 2012

"Cercare di essere un uomo significa perdere una bella donna!"

Un venerdì sera, i bimboli a letto, si accende la tele giusto per dare una sbirciata ai programmi in seconda serata, anche perchè il tempo che passa tra l'accensione della tv e la caduta rovinosa nel coma profondo è inversamente proporzionale al numero dei figli, solito programma post otto marzo, solite ospiti in studio, soliti buoni propositi per il futuro rosa in rosa, le donne devono acquisire consapevolezza del loro ruolo e della loro importanza, devono diventare più solidali tra loro e chi più ne ha più ne metta, insomma nulla di diverso dal solito festival della banalità.
Tra le ospiti in studio c'era la soubrette diventata mamma, la giornalista blogger, la politica, la scrittrice e la super manager, giusto per descrivere la società al femminile con un colpo d'occhio.
La cosa che ho trovato assolutamente indecorosa è stato il solito discorso trito e ritrito sul lavoro femminile, la considerazione della donna nel mondo del lavoro si riassume solo nel numero di donne che occupano posti di rilievo nei vertici societari, e non mi offendo più nel constatare che le migliaia di donne lavoratrici "normali", la cassiera dell' Iper, la portalettere, l'insegnante dell'asilo, l'infermiera in chirurgia, sono trasparenti, ma quando la super manager che si occupa di ricercare e "accompagnare" super manager in posti strategici per conto delle società, spiega che le aziende straniere non assumono super manager donne italiane perchè la normativa per la tutela della maternità in Italia è "troppo" tutelante. Le donne italiane col pancione sono trattate come i panda, secondo la signora dovrebbero partorire giusto tra un CdA e una videoconferenza con i clienti asiatici, allattare tra un appuntamento con i soci e uno con l'hair stilist.... E le donne presenti? Assolutamente mute e annuenti....
Ma dove siamo finiti? Ma la donna non è libera e appagata se può essere donna? No, deve sentirsi "realizzata" solo se occupa super posizioni lavorative, se sei parte del novantanove per cento delle lavoratrici sei depressa e inutile.... Noi abbiamo ovaie e utero, se non vogliamo utilizzarli scelte nostre, ma se desideriamo una famiglia dobbiamo sentirci troppo tutelate e fuori posto, dobbiamo sentirci dei parassiti della società.... e qui dove è la libertà????

martedì 6 marzo 2012

Uomini....

Miriana e Giuliano si conoscono dal liceo , sono sposati da trentaquattro anni,  e stanno insieme da quando lei ne aveva diciasette e lui diciotto.
Hanno avuto due figli splendidi, due nipotini simpaticissimi, tre appartamenti, due traslochi, quarantacinque vacanze insieme, migliaia di giorni felici e qualche giorno da dimenticare, qualche centinaio di ore di litigio e qualcuna in pace, tonnellate di piatti lavati, quintali di camice stirate, trentacinque mazzi di fiori, uno per ogni anniversario più uno quando nacque Andrea, il loro primo figlio, e in tutto questo Miriana preparava i vestiti a Giuliano tutte le mattine da trentaquattro anni, tutte le mattine dal giorno dopo il matrimonio.
Tutte le sere lei riponeva un paio di calze, un paio di slip, una maglietta bianca, una camicia o una polo, un paio di pantaloni, un maglione e una cravatta sulla poltroncina di velluto grigio di fianco al letto, e tutte le mattine lui,  dopo la doccia, uscendo dal bagno  trovava tutto pronto, tutto in tono, tutto stirato e profumato.
Tutte le mattine per trentaquattro anni, mai saltata una mattina, neanche se Miriana era malata, neanche in campeggio, tutte le sere lei accostava con amore e pazienza la fantasia della cravatta al colore della camicia, e tutte le mattine lui si coccolava nel caldo abbraccio dei sui vestiti puliti.
Tutte le mattine fino a quella mattina di novembre. Giuliano era in pensione finalmente, Miriana lo lascia dormire e esce per andare a accompagnare i nipotini all'asilo, quando torna alle dodici e un quarto trova Giuliano sul divano, pipa, libro, e vestaglia....
"Amore, ma sei ancora così? E' mezzogiorno!!!"
"Miri, non so dove siano i miei vestiti...."
Miriana riprende le chiavi dell'auto appena posate e sbattendo la porta se ne va per qualche ora a zonzo, Giuliano si sta ancora chiedendo cosa avesse detto di male.

"Miriana, l'errore è tuo." sentenzia Camilla la sua migliore amica "Lo hai viziato per trentanni, poi hai deciso che era diventato grande e lo hai sbattuto nella parte alta della piscina senza preavviso. Dovevi svezzarlo prima, indicargli il cassetto delle calze, mostrargli dove si tengono le camice.... Così lo hai spiazzato"

Certo, la tiri tera è sempre quella, a loro, gli uomini, bisogna spiegare tutto, sono intelligenti, organizzati, emancipati, fuori casa sono delle bombe di simpatia, sul lavoro dei pignoli pazzeschi, ma dentro casa con mogli e compagne tornano poppanti in piena fase orale, con qualche rigurgito di autoaffermazione giusto per ricordare chi ha le redini del potere in casa....
Lungi da me una critica femminista, ma vorrei capire.
Questa tara casalinga, questa regressione post matrimoniale è genetica o comportamentale? Io da mamma di due maschi posso fare la differenza o tutte le mie fatiche risulteranno inutili?