Il nostro germone ha traslocato di nuovo, ora fa un po' di compagnia a Ultimo, Cipolla ne è uscita due giorni e neanche il tempo di far raffreddare l'aereosol che già ci rimettiamo in pista....
Ogni bambino malato ha il suo modo di stare male, Cipolla è come al solito, solo più obbediente, il che non è male, lei stoicamente e femminilmente non si lamenta, ti accorgi della febbre solo misurandola, Nannolo lo vedi da lontano, occhi lucidi, guance paonazze, naso gocciolante che cammina ciondoloni e si addormenta sul tappeto, ma con la prima dose di antipiretico ricomincia a far danni... Ultimo è come me, mai febbre alta, un po' rognosetto e sfigatello... stamattina ha la faccia di Rocky Balboa dopo un'incontro all'ultimo pugno, occhi pesti, e sorriso ebete...
Ma queste piccole cose mi fanno solo sorridere, certo da mamma chioccia, quando il termometro segna temperature "troppo" alte, dimentico di essere un infermiera in pausa e divento la comare Bertolina, ma un po' di panico iniziale direi che ci sta, poi ripenso ai primi nove mesi di Nannolo e mi prende un nodo nel petto.
Quando durante una delle ultime ecografie di controllo , la ginecologa si soffermò più a lungo sui reni del mio piccolo terremoto non feci caso subito a quello che disse, è come se nulla di male potesse succedere finchè stava con me, non lo avevamo ancora conosciuto e già sapevamo che non sarebbe stato tutto semplice e "normale", però speri sempre in un piccolo errore di valutazione, la medicina non è sempre una scienza esatta e i miracoli possono sempre aiutare....
Poi le prime febbri, la paura, gli antibiotici, tutti i giorni, la nostra routine che si interrompeva per le corse al pronto soccorso, poi quel viaggio in ambulanza verso Milano, quella volta tutto aveva un colore, un odore diverso, gli ospedali sapevano di disinfettante, non avevano più quel profumo di quotidiano e di casa, puzzavano, vedere tutti quei bimbi, e la domanda che continuava a rimbalzare nel cuore "Perchè proprio a loro? Perchè la sofferenza a chi non ha ancora provato la felicità?"
E gli occhi tristi delle mamme, quelli proccupati dei papà, le pediatrie, le patologie neonatali, i reparti di terapia intensiva neonatale, sono tutti uguali, sembra di stare in un altro pianeta, in una dimensione assurda, dove tutti vivono col fiato sosopeso, dove un sorriso diventa un raggio di sole, dove una carezza è calda e tenera come un soffio di vento in primavera, dove le vite dei grandi sono sospese in un limbo, fuori la vita corre sui binari della normalità, lì tutto è scandito dal gocciolamento dei farmaci delle flebo, dalle visite, dagli esami, il giorno e la notte diventano tuttuno, tu sei un tuttuno con lui, da quando lo hai accarezzato la prima volta tutto è diverso, è come se il cordone ombelicale non fosse stato tagliato, non sai più dove finisci tu e dove inizia lui....
Addormentarsi abbracciati, come in una bolla di sapone, in letti candidi e bianchi che non sanno di casa, che no hanno il profumo del tuo ammorbidente, vivere in simbiosi perfetta, il tuo respiro diventa il suo, il suo male diventa il tuo dolore sordo e muto che ti stringe il petto, che si divincola, che ti annoda le emozioni, che ti strozza i sorrisi...
Ma poi tutto finisce e torni a respirare di nuovo,di botto, è come essere investiti da un treno, finalmente la vita ritorna normale e tu, devi solo imparare di nuovo a viverla...
Grazie ai medici, agli infermieri alle ausiliarie, alle volontarie dell' ABIO, ai clown che strappavono sorrisi a mamme, nonne e bambini, grazie a chi ci ha accompagnato fuori da questa brutta situazione, grazie a chi ha avuto la pazienza di starci vicino, grazie a chi ci abbracciava da lontano e a chi ci teneva per mano.... Grazie alla dottoressa Li Destri per averci visto lungo, grazie al dottor Vercelloni per la pazienza, la cura e l'amore che mette nel suo lavoro....
E un pensiero speciale a tutti i bimbi e le mamme conosciuti in quei mesi, una piccola preghiera è sempre per voi....