lunedì 30 settembre 2013

La tempesta perfetta....

Non è un animale feroce da cui puoi scappare, non è un rapinatore che puoi denunciare, non è una foto uscita male che puoi strappare, è un ombra, nera, invadente, con lunghe appendici piene di artigli, che non riesci ad evitare.
E' qualcosa che cresce in te, ma è più forte di te, prende quello che sei e se ne fa un boccone.
Ti afferra nei momenti in cui sei più fragile e vulnerabile, come in quelli in cui "dovresti" essere al settimo cielo, ti prende la prima volta e non te lo aspetti, non sai cosa può essere quell'essere che respira la tua aria, che si nutre di ciò che mangi, che si nutre delle tue cadute, dei tuoi cedimenti, non lo conosci ma tutto in te urla che non sei tu, non lo conosci ma diventa un ossessione, la tua ossessione.

E allora lo cerchi, leggi qualsiasi cosa possa anche lontanamente parlare di lui, piano, piano impari a conoscerlo, lo senti arrivare, ad ondate, il cuore comincia a battere all'impazzata, il respiro si spezza, tremi, piangi, vorresti scappare lontano ma sai che da lui non puoi scappare, perché sei tu, perché è parte di te.
Lui ti ribalta come un calzino, eri rossa a pois bianchi, lui ti rigira, e diventi rossa a righe sconnesse bianche, certo, sei ancora bianca e rossa, ma tu, tu non ti riconosci più.
Chi non ti conosce bene, da lontano la differenza non la nota, chi ti sta vicino la nota solo se è attento, se ha voglia e tempo di capire cosa ti è accaduto, chi ti ama, se sei fortunata, ti abbraccia e ti scalda....
"Sarà sempre stata così cupa..." "Devi farti forza, se vuoi superi tutto, basta un piccolo sforzo, poi tutto passa..." "Ma come puoi sentirti sola con tre bambini...?" "Vedrai che se esci e ti trovi qualcosa da fare ti distrai..."

Sono frasi sentite e risentite, hanno diverse varianti a seconda di chi le pronuncia, ma la sostanza è la medesima, visto che non è un tumore, e meno male direi, visto che è qualcosa di invisibile, non quantificabile né misurabile sarà sicuramente una bazzecola, quindi fatti forza, "ciapa su" la volontà e ripigliati ciccia, non potrai mica stare lì seduta a piangerti addosso in eterno....

Anche senza che qualcuno le pronunci tu sai che le pensano, le pensi tu, non ti sopporti più, ti guardi allo specchio e vedi due occhi vuoti, inespressivi che ti fissano, vedi il vuoto in te...
Ma non è vero, non sei tu quella cosa molle con gli occhi rossi che vedi, è l'immagine distorta che quell'essere ti vuole dare di te, per farti sua, per trascinarti sempre più in basso, sempre più lontano dagli altri e sempre più lontano da te...Devi solo imparare a conoscerlo, farci amicizia, capire che non sei tu, ma è tuo, che tu sei e devi essere ancora quella solare, attiva, felice, coinvolgente e ironicamente simpatica di prima, solo più sensibile.... cambiata, cresciuta....

Devi darti tempo, perché il tempo è tuo, e te lo meriti, devi darti degli obbiettivi, piccoli, vicini, magari stupidi ma per uscire dalle sabbie mobili ho sentito dire che non occorre agitarsi e fare chi sa che forza, bisogna fingere di fare le scale, e gradino dopo gradino ne sei fuori, e non c'è ascensore né scala mobile, solo tu, gradino dopo gradino, passo dopo passo ad un certo punto ti guardi indietro e vedi che hai fatto chilometri, le nuvole te le sei lasciate alle spalle, e sei ancora lì, quella di prima, forse meglio di prima....

Certo le nuvole possono tornare, ma tu sai che per quanto la tempesta sia grande, le onde, i fulmini, il vento siano forti, fuori, in qualche posto il sole splende, che cessato il vento, finita la pioggia, quando il mare si placa ci sarà sicuramente uno splendido arcobaleno, che  per quanto sia forte il temporale ci sarà sempre una via d'uscita, la tempesta perfetta in grado di ucciderti non esiste....

Grazie a Uki per aver continuato a tenermi stretta anche quando gli urlavo che non lo volevo più, grazie a Mammy, che con la pazienza e la tenacia che la contraddistinguono sempre nelle situazioni più difficile non ha mai mollato la presa, e mi ha sempre ricordato che il sole rispunta sempre, grazie ad Alice, l'angioletto biondo e super professionale che ascolta le mie logorroiche vomitate, grazie a Denise che mi ha regalato la bussola senza la quale sarei lì ancora a navigare nell'occhio del ciclone, grazie ai miei bimbi capaci di darmi la carica e l'obbiettivo del giorno, e grazie a voi che mi avete letto anche oggi...



giovedì 26 settembre 2013

Che tipo di mamma sei?.....

Mamma canguro o mamma chioccia? Mamma moderna o mamma all'antica? Mamma dolce o mamma despota? Mamma oppressiva o mamma apri porta?
E che ne so come sono, sicuramente mamma, mamma è sicuro, poi dipende dal giorno, ogni tanto sono mamma De Mon (Crudelia se sono insofferente o nervosa mi fa un baffo), spesso sono mamma Estrogena, in preda agli ormoni passo dall'euforia al pianto, alle lacrime di gioia, alla dolcezza esasperata, credo che se descrivessi i sintomi ad uno psichiatra mi classificherebbe tra gli inclassificabili border line... Ogni tanto sono mamma Nonna Papera, invasata cucino dalla mattina alla sera, pulisco tutti gli angoli del nido, poi divento mamma Zingaroski, esco la mattina e non tornerei mai a casa, giro come una pallina da flipper, rimbalzando qui e la, trascinando le mie piccole pulci, ma mamma, sempre mamma, questa è una costante, non saprei come altro classificarmi, sicuramente amo stare sommersa, nel vero senso della parola, dai miei animaletti, Cipolla a destra perché deve accarezzare l'ascella, Nannolo a sinistra col testolone appoggiato al petto e Ultimo sempre in braccio, seduto sulle ginocchia a guardare il mondo.
Nel modo di abbracciare la mamma ognuno di loro rispecchia il suo carattere, la sua forza e le sue debolezze, e la mamma dal modo che hanno di abbracciarla impara a conoscerli, capirli, amarli ogni giorno di più.
Amo baciarli, amo sentire il sapore e il calore della loro pelle sulle labbra, non potrei fare a meno dei loro baci o dei miei baci per loro, il profumo inconfondibile che hanno, è animale l'istinto materno, ci rende capace di distinguerli in una massa informe di bambini, ci rende capaci di capire se qualcosa non è in bolla, l'olfatto ci accompagna dalla prima settimana di gravidanza, è viscerale...
Amo vederli liberi e indipendenti, amo vederli saper fare da soli, amo vederli crescere, divenire sempre più loro, sempre più consapevoli e grandi... Amo sentirli ridere, amo ascoltare i loro discorsi, soprattutto quando non sanno che ci sono, quando parlano tra loro e si spiegano le cose, si danno consigli o litigano, i bambini hanno un modo libero e pulito di offendere, non lo fanno per ferire, sono lineari e coerenti.
Amo ogni cosa dell'essere mamma, quindi, forse, se dovessi classificarmi in qualche modo credo di potermi dire una mamma-dipendente, dipendente dai suoi figli e dal suo ruolo di mamma, non succube ma vampiresca, succhio fino all'ultima goccia della maternità, mi crogiolo al calore della mammitudine.
Essere o non essere mamma è una scelta, ci sono mamme anche senza figli e non mamme con figli, dipende dalla propria sensibilità, dal modo che ognuna di noi ha di sentire e ascoltare se stessa e il mondo attorno, non è un  fallimento, mai, in nessun caso, ognuna di noi è ciò che è, bisognerebbe solo capire quanto si starebbe meglio se si desse tranquillo e libero sfogo alla propria natura, senza sentirsi sbagliate o giudicate, ma soprattutto se il mondo smettesse di classificare le mamme.....